giovedì 27 agosto 2015

La tua farmacia in giardino

Con il termine specie officinali si intendono tutte quelle specie utilizzate per preservare la saluto e il benessere fisico e mentale di uomini e animali. Si possono trovare in cucina come spezie per aromatizzare gli alimenti,  nelle tisane, o trattare con procedure chimiche per la produzione di liquori, integratori alimentari, cosmetici, farmaci e altri prodotti del la casa.

Secondo l’Organizzazione Mondiale dalla Sanità (OMS), tra le erbe e piante officinali sono definite “medicinali” quelle che “contengono in uno o più organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi o che sono precursori di emisintesi chemiofarmaceutiche”, da cui derivano preparati farmacologicamente attivi”.

In questo post elencheremo 5 specie facilmente coltivabili nei vostri giardini e terrazzi che hanno delle proprietà che aiutano a stare meglio (come aiutare la guarigione di tosse e raffreddore; come favorire la digestione; come stimolare l'appetito; come curare infiammazioni, emicranie, stordimenti, graffi e ferite; come diminuire lo stress; come purificare l'organismo ..)



VERONICA - Veronica officinalis L.

Caratteristiche botaniche
La Veronica è una pianta erbacea perenne. Ha fusto prostrato, strisciante, pubescente, ramoso, appena ascendente (5 cm). Fioritura: Maggio-Agosto.  

Uso 
Nonostante non sia nell’elenco ufficiale delle piante officinali, la veronica ha notevoli virtù medicinali; viene indicata, per uso interno, come espettorante e lenitiva delle affezioni catarrali delle vie aeree. Contiene una sostanza amara, la veronicina, che stimola l’appetito, favorisce la digestione ed esercita un’azione depurativa del sangue. Per uso esterno viene impiegata come antinfiammatorio e lenitivo, nella cura delle irritazioni della bocca e della gola. Con i fiori secchi si prepara un ottimo tè, utilissimo per le emicranie e negli stordimenti.

Curiosità
La veronica entra nella complicatissima composizione del “tè svizzero”. Il genere è forse dedicato a Santa Veronica, che, secondo la tradizione, deterse il volto di Cristo avviato al Calvario.  
La figura della Santa, d’altra parte, non compare in tutti i vangeli e alcuni pensano che la sua presenza sia frutto di una storpiatura dell’espressione “vera” “ikona”, vera immagine, in riferimento all’immagine del volto di Cristo impresso sulla Sindone. 
Altre fonti quindi vedono una radice in “verus” ed “unicus”, o in una fantasiosa unione fra “vires” latino e “nike” greco, ipotizzando “forze vittoriose”.  
La specie officinalis, come indica il nome, era ritenuta la piú medicamentosa tra tutte le specie dello stesso genere ed era molto usata nei laboratori delle antiche farmacie.



VULNERARIA -  Anthyllis vulneraria L.

Caratteristiche botaniche
La Vulneraria è un’erbacea perenne, alta 8-40 cm. Ha infiorescenza a capolino; stami con filamento ingrossato sotto le antere. E’ una specie polimorfa, presenta molte subspecie.
Fioritura: maggio-agosto.

Uso
Le foglie e i fiori di Vulneraria erano conosciuti in passato come cicatrizzanti le ferite, arrestanti le emorragie e per guarire le piaghe. In effetti i decotti di vulneraria sono considerati utili ancora oggi per lavare abrasioni superficiali e piccole ferite. Inoltre la pianta è utile per contusioni, distorsioni, scottature ed eritemi solari
I fiori sono depurativi, lassativi, diuretici e, per uso interno, curano gli stati di intossicazione generale, la stitichezza e le malattie da raffreddamento. Conviene tuttavia limitarne l’uso a quello esterno.

Curiosità
Il nome generico dal greco “anthòs”=”fiore” “iulus”= “peluria” indica l’aspetto flanoso, peloso del fiore, mentre il nome specifico deriva dal latino “vulnus” = “ferita”, per le proprietà cicatrizzanti. Alla somiglianza delle foglie con quelle del genere Triflolium, si deve invece il nome volgare di Trifoglio vulnerario. Le foglie si raccolgono in maggio-giugno, prima della fioritura e si usano fresche; i fiori si recidono, senza peduncolo, in giugno-agosto e si essiccano all’ombra. Nel Medioevo la vulneraria era fra quelle “erbe miracolose” che si coglievano la notte di S. Giovanni, capace di accelerare la guarigione delle ferite e di proteggere dal malocchio sia le persone che il bestiame.



BETONICA - Stachys officinalis L.

Caratteristiche botaniche
La Betonica è un’erbace perenne, di dimensioni tra i 20 e 40 cm. Ha un fussto obliquo alla base, quindi eretto e generalmente semplice. Fioritura: Giugno-Ottobre

Uso
La droga si trova nelle foglie e nelle sommità fiorite; l’infuso di betonica può essere usato nell’emicrania e nei catarri bronchiali, la polvere delle foglie secche come starnutatorio. 
È droga vulneraria, cioè utile a detergere, purificare, favorire la cicatrizzazione delle ferite. Per uso interno può provocare vomito ed essere fortemente purgativa. 


Curiosità
In passato, soprattutto in epoca medievale, la betonica fu coltivata nei giardini con grande solerzia, in quanto era ritenuta erba dalle mille virtù; non c’era rimedio o filtro magico che non annoverasse tra i componenti la portentosa herba betonicae. Narra una leggenda che “se nel mezzo di un cerchio fatto di foglie di betonica si metterà  un serpente, si vedrà rabbiosamente imperversare e, con la coda flagellandosi, ammazzarsi”. 
Da questa leggerezza nell’attribuire alla betonica virtù magiche e medicinali è nato un certo scetticismo che ha contribuito a far dimenticare le reali virtù  di questa pianta. La specie officinalis, come indica il nome, era ritenuta la piú medicamentosa tra tutte le specie dello stesso genere ed era molto usata nei laboratori delle antiche farmacie.



TIMO - Thymus vulgaris L.

Caratteristiche botaniche
È una pianta erbacea perenne alta fino a 30 cm. Ha i fusti generalmente eretti, ramosissimi, con corteccia bruna. Le foglie sono revolute e apparentemente lineari.
Fioritura: Maggio-Giugno 

Uso
Grazie alle sue caratteristiche antisettiche, il timo viene usato per prolungare la conservazione dei cibi
È utile per disinfettare l’albero respiratorio e l’intestino: infatti ha proprietà balsamiche, tossifughe, fluidificanti catarrali e combatte le fermentazioni e le infezioni intestinali per normalizzare i processi digestivi. Tisane e sciroppi di timo tonificano l’organismo, stimolano l’appetito e la digestione, favoriscono il funzionamento del fegato.  Per uso esterno i decotti di timo hanno proprietà disinfettanti della pelle e stimolanti della circolazione superficiale.

Curiosità
Per smaltire gli effetti di una bevuta troppo abbondante può essere utile assumere un paio di tazzine di infuso, dolcificate con miele, preparate con 20 grammi di Timo e un litro di acqua bollente.



CAPPERO - Capparis spinosa L.

Caratteristiche botaniche
E’ un piccolo arbusto o suffrutice ramificato a portamento prostrato-ricadente. E’ alto 40-80 cm. Ha rami ascendenti, lisci, all’apice farinosi. Fioritura: Maggio-Giugno

Uso
Il cappero ha proprietà  aperitive, digestive, diuretiche, protettrici vasali; se ne usano la corteccia (che contiene la droga ) e i boccioli dei fiori, colti appena prima della fioritura, in giornate soleggiate. Corteccia e boccioli stimolano l’appetito e le funzioni digestive; la corteccia viene anche impiegata nei disturbi emorroidali, nelle infiammazioni della bocca e nelle affezioni vasali delle estremità.  

Curiosità
I boccioli freschi vengono usati per schiarire le guance facilmente arrossabili e con capillari dilatati. La convinzione delle virtù afrodisiache dei capperi è una credenza diffusa nell’antichità; il primo accenno a questo fatto si trova addirittura nella bibbia, nel Qohèlet XII, 5 ,dove, parlando della vecchiaia, si dice: “sarà messo da parte il cappero”, in riferimento evidentemente al venir meno di questo appetito, più tipico dei giovani.